b51cf7a0 2820 453c b12f 5ff1221e8b57Il 12 settembre a Roma si è tenuto un interessante incontro promosso dall'associazione Indipendenza dal titolo "Italia ed Iran: la questione femminile tra culture, dialogo e cooperazione".
Una importante opportunità per affrontare il tema del ruolo delle donne attraverso il confronto tra i due paesi.


Senza pregiudizi e con importanti testimonianze, è stata l'occasione per approfondire la conoscenza della realtà culturale e sociale iraniana troppo spesso liquidata superficialmente con commenti stereotipati e sempre condizionata da equilibri politici che determinano una narrazione mediatica fuorviante.

469f8824 3733 4cde 8dd4 de14160559a1L'interessante evento non ha solo fornito elementi per comprendere meglio usi, tradizioni, costumi, simboli e significati della millenaria cultura persiana e della sua declinazione attuale, ma anche un importante momento di riflessione sul ruolo, sulla rappresentazione e la realtà delle donne anche in Italia, storicamente e ai giorni nostri.

 

Una riflessione sulle questioni di genere che ci porta a guardare con altri occhi anche in casa nostra, dove è più difficile cogliere vizi e virtù, conquiste e contraddizioni, proprie di una società complessa e prodotto di percorsi storici mai lineari che non possono essere banalizzati, semplificati e tanto meno meritano di essere strumentalizzati.

Vale la pena invece cimentarsi in sani esercizi di confronto e dialogo perchè portano alla scoperta di un patrimonio storico e culturale che giova alla costruzione di società migliori basate sulla comune esperienza umana, e quindi ad un mondo variegato, sostenibile e complementare basato sul rispetto reciproco.

27222fbc ada9 462b 83df bffbda96264aOltre all'interessante tematica approcciata (che meriterebbe ulteriori e maggiori occasioni di approfondimento e divulgazione), l'occasione ha permesso di scambiare informazioni e materiali sull'Iran più in generale, svelando, a chi non ne avesse contezza, grandi opportunità ed un'ampia gamma di proposte culturali, di cooperazione, nel commercio, nel turismo, nell'arte, frutto di una grande storia passata ma anche di un presente evidentemente sottovalutato.

Il lungo corso del rapporto tra Italia ed Iran come paesi, ma ancora di più le eccellenti relazioni tra italiani ed iraniani come popoli e persone in carne ed ossa, legati da una profonda e secolare amicizia, sono destinate a rafforzarsi.
Appuntamenti come questi ci aiutano a capire quanto, come e perchè.

Di seguito pubblichiamo alcuni interventi di partecipanti all'incontro in collegamento dall'Iran.

Intervento di Marjan Hoshyar

Sono Marjan Hoshyar. Ho una laurea magistrale in Gestione Aziendale. Ventidue anni fa ho iniziato a lavorare nel settore delle infrastrutture. Le infrastrutture sono un campo che è principalmente dominato dagli uomini. Sono proprietaria di quattro aziende nei settori del commercio, della produzione, della consulenza finanziaria e delle infrastrutture. Sono beneficiaria e fondatrice di queste aziende.

Sono anche la fondatrice di un'organizzazione benefica che opera nel campo dell'istruzione per promuovere il ruolo delle donne e dei bambini, e ho fondato il primo sindacato femminile. Sono stata invitata come prima donna iraniana impiegata nella storia della partecipazione dell'Iran all'Organizzazione Internazionale del Lavoro e ho partecipato alla conferenza annuale dell'OIL a Ginevra.

Come in altre società, anche le donne in Iran hanno fatto progressi significativi nel campo della scienza, acquisendo maggiore conoscenza e abilità in questo ambito. Negli ultimi cinquant'anni, il numero di donne che hanno ottenuto lauree in vari campi e che hanno ricoperto ruoli manageriali e scientifici è aumentato notevolmente in tutto il mondo. Tuttavia, in Iran, contrariamente a quanto mostrato dai media, le donne non solo godono di diritti uguali agli uomini, ma ricevono anche il sostegno dei loro mariti, padri e fratelli.

In Iran, abbiamo un sindacato femminile e le lavoratrici godono degli stessi diritti degli uomini. Il governo e le istituzioni sostengono le donne impegnate nel commercio. Nel nuovo governo iraniano, le donne hanno ottenuto ruoli chiave come ministri e consiglieri del presidente e hanno ricoperto posizioni manageriali. In alcuni ambiti accademici, il numero di studentesse e docenti universitarie supera quello degli uomini.

Inoltre, il numero di organizzazioni e enti benefici gestiti da donne è aumentato notevolmente. Credo che le donne possano rendere il mondo un posto migliore in cui vivere!

 

Intervento di Meshkat Asadi

Sono Meshkat Asadi, sociologa politica e Amministratrice Generale del Centro per le Innovazioni “AAN”.
Il Centro per le Innovazioni “AAN” è un centro attivo nell’ambito della “smartizzaazione industriale” ed è un sottogruppo di una Holding attiva nel settore minerario e l’industria mineraria.
Il nostro progetto prioritario nel Centro “AAN” è quello di rendere Smart la catena mineraria e darne un valore aggiunto.
Dove si colloca il Centro per le Innovazioni “AAN”? 
“AAN” è un attore intermediario tra un’economia consolidata, sostenibile e tradizionale dell’industria mineraria e un’economia emergente e inedita basata su Startup e TIC (tecnologie dell'informazione e della comunicazione).
La sfida più impegnativa che il nostro centro stà affrontando è la formalizzazione delle due dimensioni dell’economia iraniana, è ovvio che l’economia industriale tradizionale in Iran come glia altri paesi si ritaglia un pezzo consistente del GDP, ma allo stesso tempo a causa delle sanzioni non ha avuto incrementi notevoli negli ultimi anni.
D’altro canto in relazione con le innovazioni nel settore TIC nel mondo l’ecosistema degli Startup ha registrato una buona crescita in Iran anche se non è ancora riuscita ad appropriarsi una parte notevole del GDP. 
Noi nel Centro per le Innovazioni “AAN” stiamo cercando di utilizzare tutte le potenzialità basate sulla conoscenza (knowledge-based) e affidare i lavori alle risorse umane attive nell’ambito del TIC, per portare avanti i progetti di smartizzazione nella catena di produzione interna in modo da ottenere maggior rendimento e valore aggiunto nel mondo industriale.
Come operiamo noi?
Nel nostro Centro per le Innovazioni “AAN” abbiamo cercato di creare dei sottogruppi e di raggiungere il nostro obbiettivo principale che è la smartizzazione.
Il primo sottogruppo che opera per il nostro Centro è il Corporate Venture Capital(CVC), il quale conoscendo gli Startup innovativi in Iran cerca di integrarli nel mondo industriale per facilitare il loro sviluppo.
Un’altro sottogruppo sono gli Acceleratori, nei quali noi siamo concentrati sulle innovazioni del settore minerario e industrie minerarie, è ovvio che il compito principale degli acceleratori è l’organizzazione e l’avvio degli Startup nei livelli più bassi dell’industria per poi farli crescere secondo le esigenze industriali. 
E infine l’ultimo sottogruppo è l’Accademia, che si concentra sull’istruzione e la formazione delle risorse umane adattandole alle circostanze lavorative nell’ambito del TIC(tecnologie dell'informazione e della comunicazione).
Il vantaggio della competizone nell’ecosistema del TIC in Iran è l’avere il personale esperto, non bisognia dimenticare che a causa dell’immigrazione all’estero di queste risorse negli ultimi anni abbiamo ancora tanto bisogno di queste figure esperte.
La nostra accademia organizzando eventi come i “campi di formazione” (boot-camp) in proporzione alle dimensioni dei business cerca di soddisfare le esigenze delle aziende formando personale ben preparato e specializzato.
.......
Nella prima parte ho cercato di presentarvi il settore ed il business nella quale io lavoro, ma è ovvio che gli argomenti per me più importanti i quali intendo condividere con le donne imprenditrici italiane, con lo scopo di creare un dialogo più ravvicinato e più costruttivo tra le donne imprenditrici iraniane e quelle italiane, sono le sfide e le opportunità nell’imprenditoria innovatina per l’avvalorare sempre di più il ruolo delle donne nell’ecosistema degli Startup in Iran. 
Per studiare meglio questi argomenti abbiamo bisogno di alcuni dati che ora vediamo insieme:
Nel mondo abbiamo 3,5 miliardi di lavoratori che in media il 40% sono donne, questo dato nell’UE si aggira intorno a 707 milioni di lavoratori il quale 46,4% sono donne. In Iran invece abbiamo 24,5 milioni di lavoratori, ma la percentuale femminile di questo dato è solo il 18,3%. Già da questi dati notiamo il gap notevole che esiste tra la partecipazione al mercato di lavoro delle donne iraniane con la media mondiale. Di seguito cercherò di approfondire sulle cause e le motivazioni di questi dati fattuali registrati in Iran.
Passiamo ad un’altro dato importante che ci può aiutare nella visione più globale dei fatti.
La partecipazione delle donne nel mercato del TIC:
il 33% delle persone che lavorano nel settore TIC nel mondo sono donne, questo dato in Europa si aggira intorno al 30% e in Iran il 16% e anche qui notiamo le distanze.
Con il dato che vi mostrerò fra poco avremo la chiave per entrare nell’argomento che vi voglio presentare. Il dato in questione è la percentuale delle donne laureate nelle discipline o nei corsi di studio classificati con il termine STEM (science,tecnologi,engeniering,mathematics), nel mondo sono il 35% e nell’UE e in Iran sono rispettivamente 32,8% e 31,2% e quindi notiamo che in questo dato la media iraniana è molto vicina a quella mondiale e dell’UE.
Ci chiediamo perchè pur avendo una percentuale alta di donne laureate nelle discipline STEM, non riescono ad entrare nel mondo del lavoro?
Le sfide più importanti che le donne iraniane devono affrontare per entrare nel mondo del lavoro, nonostante, il raggiungimento di un indice vicino alla parità di genere nell’ambito dell’istruzione univeritaria, possono essere le seguenti: le politiche del Governo, queste politiche sono indifferenti sia in contesto locale delle imprese che globale; la cultura pubblica (generale); le sanzioni economiche durature, le quali hanno inciso tanto negli ultimi anni. 
Nell’ambito delle politiche del Governo sia nelle imprese che a livello generale la sfida principale è la neutralità delle persone che prendono decisioni e non cercano di creare un bilanciamento positivo a favore della presenza delle donne nell’economia.
Per quanto riguarda la cultura pubblica oltre alle somiglianze che ci sono a livello mondiale riguardo alle problematiche, in Iran abbiamo un pensiero molto diffuso tra la popolazione che vede l’uomo come il principale sostenitore economico della famiglia e quindi le risorse della famiglia vengono maggiormente destinate ai figli maschi per aiutarli ad avviare una loro attività dopo che si sono laureati. Inoltre altre funzioni femminili come la procreazione, accudire i bambini e prendersi cura della casa oltre a quello detto prima sono i protagonisti principali del motivo della percentuale bassa delle donne nel mercato del lavoro. Questo accade nella maggior parte dei paesi al mondo.
La questione delle sanzioni economiche durature non rientrano nel nostro dibattito ma gli effetti negativi che questi possono avere sull’economia del TCI iraniano sono innegabili, e di conseguenza sono le donne che ne risentono maggiormente perchè sono la parte più fragile di queste economie.
Queal’è la soluzione? Come possiamo risolvere queste problematiche?
Parto con fornirvi dei dati che ci aiutano a intraprendere una via giusta: la media percentuale delle donne nel settore delle TCI nel mercato del lavoro a livello dirigenziale (c-level) nel mondo è pari al 19,2%, nell’UE è all’11,2% e in Iran è il 10%. L’esperienza mondiale dimostra che in proporzione con l’aumento della percentuale delle donne che coprono ruoli dirigenziali vediamo un’aumento del numero delle donne che entrano nel mondo di lavoro anche nei livelli più bassi.
Come tutto ciò può accadere?
• Nell’ambito delle politiche del Governo sia in contesto imprenditorale che quello istituzionale dobbiamo avere una politica di “discriminazione positiva” o “ giustizia compensativa” nel confronto delle donne e favorire la loro presenza nei livelli dirigenziali.
• Nell’ambito della cultura pubblica, il quale probabilmente è il tema di questo evento, la modellizzazione e la predisposizione di condizioni nelle quali le donne riescano a presentare modelli promettenti a livelli dirigenziali possono enormemente aiutare a cambiare la cultura e le mentalità che esistono ancora sia a livello famigliare che personale e dare questa convinzione alle donne che sono loro a dover rompere il tetto di vetro che hanno sopra la loro testa per riuscire a superare gli ostacoli che impediscono la loro entrata nel mondo del lavoro.
• Come detto prima nel contesto delle sanzioni economiche durature non possiamo dare prospettive perchè non ricopriamo ruoli decisionali, ma l’unica cosa che possiamo fare è di proporre alla comunità internazionale di dare delle opportunità al di fuori delle sanzioni alle donne dei paesi in via di sviluppo di poter interfacciarsi con ambienti internazionali per potersi confrtontare e prendere/dare spunti. Questo può avvenire tramite l’organizzazione di eventi e boot-camp con la partecipazione delle donne dei paesi in via di sviluppo, o le concessioni di GRANT scientifici tra le Università di entrambe le parti.
 
Infine facendo un resoconto di quanto detto, quando vogliamo parlare degli argomenti inerenti alle donne dobbiamo incominciare con un ragionamento che ha come punto cardine il concetto che le donne sono il 50% della popolazione e il settore TIC ha estremamente bisogno di risorse umane esperte e specializzate. Se i paesi decidessero di aumentare la quota del commercio digitale e quindi dell’economia digitale nel loro GPD sono costretti a concentrarsi sulle potenzialità delle donne attive, giovani e specializzate della società in modo che il loro impegno aiuti ad aumentare le quote del digitale nel GDP.
Sono lieta che come imprenditrice in Iran ho questa oppurtunità di condividere con le donne italiane le mie esperienze lavorative, grazie a tutti.

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